Lo smartworking e la rivoluzione del settore immobiliare

Da alcune indagini portate avanti da MyEstimate per quanto riguarda la questione della prima casa, sono emersi dei dati interessanti sull’argomento smartworking. Dagli studi infatti, si può vedere come la stragrande maggioranza delle persone tenda a spostarsi verso l’entroterra delle grandi città o ancora più, verso altre province.
Chi si ritrova a dover fare smartworking infatti, e può evitare di andare in sede o in ufficio regolarmente, opta per vivere in luoghi più tranquilli, dove la qualità della vita è superiore rispetto al centro città, dove generalmente il caos regna sovrano.

Da questo studio è emerso, inoltre, che chi era in possesso di una seconda casa, come una casa vacanza al mare oppure in montagna, abbia usufruito di quest’ultima per svolgere il lavoro da casa, in particolar modo durante il periodo di quarantena dovuto al lockdown per l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Tutt’oggi, nonostante non ci troviamo più in una situazione di lockdown totale, la tendenza sembra essere la stessa. Chi non gode di una casa di proprietà al mare o in montagna infatti, sta provando in tutti i modi a fittare case vacanze, anche per periodi più prolungati rispetto a quelli degli anni scorsi.

L’aumento della domanda delle case estive non è dovuto soltanto all’esigenza e al bisogno di fare smartworking in un luogo più tranquillo, ma anche dal prolungarsi della situazione d’emergenza e dalla conseguente paura di non potersi più spostare facilmente.

Infatti, nonostante il lockdown attualmente non è più serrato come l’anno scorso, il divieto di spostamento tra regioni permane: per questo motivo, in vista della stagione estiva, la richiesta di case vacanze è aumentata vertiginosamente. Stando ai dati rivelati da questa indagine, si può osservare come la richiesta di fittare case vacanze sia molto alta già dal mese di Gennaio e sembra destinata a salire man mano.