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Decreto Legge 2020: Stop al Pignoramento sulla Prima Casa

Nuove soluzioni per debitori in difficoltà

Nel 2020 entrerà in vigore la nuova proposta che prevedere sanzioni meno drastiche per coloro che hanno difficoltà riguardo il pagamento del mutuo casa. Infatti al posto della revoca e della conseguente vendita tramite asta, a partire dal prossimo anno, per i debitori in difficoltà sarà concessa l’opportunità di rinegoziare il mutuo. La riforma, introdotta per la prima volta nel decreto fiscale 2020, ha come obiettivo il gestire parecchie situazioni gravi che nel solo 2019 hanno visto coinvolte tante famiglie italiane. Ma attenzione, la manovra non è rivolta a tutti i casi critici. Infatti nella dichiarazione ufficiale sono stati inseriti una serie di requisiti fondamentali per potere usufruire della tutela.

QUALI SONO I REQUISITI?

La casa deve essere stata acquistata mediante la stipulazione di un mutuo. L’abitazione deve essere inoltre dichiara come residenza principale del debitore. Questa seconda clausola è volutamente richiesta durante la compilazione dell’atto perché tale riforma non può essere applicata a seconde case. Il creditore a cui si deve corrispondere il denaro mancante deve essere necessariamente una banca Italiana riconosciuta e abilitata per emanare contratti di mutuo. Ultima condizione è che il debitore deve avere corrisposto alla Banca almeno il 10% del prestito.

TUTTI I PASSAGGI DA PORTARE A TERMINE

L’istanza deve essere completata entro Dicembre 2021. Superata tale data, qualsiasi richiesta non sarà ritenuta valida ai fini della negoziazione. Il debito complessivo in fase finale non dovrà essere superiore ai 250.000 euro. Infine, non deve esserci nessuna procedura di risoluzione delle crisi da sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di composizione dei debiti o liquidazione del patrimonio), che altrimenti, se già avviata, avrebbe la precedenza su questa.

COME RICHIEDERE LA RINEGOZIAZIONE DEL MUTUO

Bisognerà dunque proporre l’offerta di rinegoziazione del mutuo. Perché sia valida bisogna offrire un importo non inferiore al 75% del prezzo base della successiva asta di vendita, oppure, nel caso in cui questa non sia stata ancora fissata, del valore del bene determinato nella consulenza tecnica d’ufficio. Se il debito fosse già in partenza inferiore al 75% dei predetti valori, l’importo offerto non potrà essere inferiore al totale del debito residuo che ti rimane per saldare completamente il capitale e gli interessi maturati.