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Nomisma, previsioni Mercato Immobiliare 2020: I Possibili Scenari

Nomisma ha rilasciato una serie dichiarazioni ufficiali, facendo anche delle analisi sui possibili scenari che il Mercato Immobiliare Italiano si appresta ad affrontare a causa degli effetti del Coronavirus.

“Il settore immobiliare italiano si trova a fronteggiare una situazione inedita e dalle conseguenze potenzialmente drammatiche”, spiega l’Osservatorio.

A differenza della crisi del 2008, che colse tutti impreparati nel gestire una situazione altrettanto imprevista, Nomisma ritiene che in questo caso ci sia stato un piccolo, seppur rilevante, periodo di manovra utile a mitigare i primi effetti dannosi dovuti alle oscillazioni causate dal Virus.

Ma per Nomisma il nemico più pericoloso deve ancora arrivare.

“L’elemento più pericoloso per l’economia è quello che ancora non si è manifestato. L’impoverimento che scaturirà come effetto indotto dall’inazione coatta”.

Per questo motivo un ruolo decisivo è chiamato a svolgerlo la finanza che dovrà necessariamente prevedere “un sistematico sostegno di una domanda di credito inevitabilmente più fragile”.

I POSSIBILI SCENARI

Sono stati poi presentati alcuni scenari possibili, le cui differenze vengono ricondotte alle conseguenze dovute dal differenziale negativo rispetto al trend inerziale sia relativamente alla flessione dell’attività transattiva, sia riguardo all’ammontare degli investimenti nel segmento corporate.

Nello scenario meno negativo, le previsioni relativamente al segmento corporate sono per un arretramento cumulato a chiusura del prossimo triennio di 278 mila transazioni residenziali (di cui 48,4 mila nel 2020) e 9,4 miliardi di euro di capitali investiti (di cui 2,6 miliardi di euro nel 2020);

Nello scenario più pessimistico invece il tracollo ammonterebbe a ben 587 mila unità (di cui 118,8 mila nel 2020) e 18,3 miliardi di capitali investiti (di cui 5,8 miliardi nel 2020).

SETTORE RESIDENZIALE

Riguardo al settore residenziale Nomisma prevede nei prossimi anni una perdita tra i 54,5 e i 113 miliardi di euro di fatturato (nel 2020 è compresa tra i 9,2 e i 22,1 miliardi).
Con riferimento ai prezzi, la società bolognese stima flessioni medie comprese tra il -1,3% e il -4% nel biennio 2020-2021. Per il 2022 stima una flessione dei valori in timida attenuazione.