Lo smart working: cosa cambia nel settore immobiliare

La crescita dello smart working sta imponendo  di rivedere certe dinamiche abitative, anche da un punto di vista della costruzione di nuove abitazioni, sia strutturalmente che di posizione.

Infatti aumenta la richiesta di abitazioni più ampie, con spazi appositamente dedicati al lavoro da remoto, e non vi è più la necessità di risiedere nelle grandi metropoli produttive.

La casa diventa quindi il luogo anche per l’attività lavorativa, ma allo stesso tempo l’ufficio non perde di importanza: piuttosto, muta la sua funzione tradizionale, diventando sempre più spesso luogo di rappresentanza per l’incontro con i clienti.

Quindi per i prossimi anni si presume un mercato immobiliare decentrato dai centri urbani delle grandi citta.

Ma per la crescita delle aree periferiche o di provincia sarà fondamentale l’infrastruttura per la connettività ad alta velocità e capacità, senza la quale diventa molto difficile lavorare in remoto.

Le ultime indicazioni da parte delle aziende del settore e del Governo sembra che stiano andando verso un’accelerazione su questo fronte e bisogna dire che molto è stato fatto negli ultimi anni, per cui non possiamo che essere positivi su uno sviluppo immobiliare decentrato, soprattutto per quelle interconnesse.

Ormai tutto  si fa  in videoconferenza, basta prenderci la mano. Non esiste nulla  che non si possa fare online, ma la realtà è che è duro rassegnarsi al cambiamento.

Il COVID ci ha cambiato  e nulla sarà come prima. Non lo ha voluto nessuno e tutti siamo addolorati per questa pandemia, ma volente e non dolente è stata una rivoluzione dei comportamenti che ci ha modificato.

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Foto: https://www.archiproducts.com/it/prodotti/dizzconcept/postazione-di-lavoro-isola-ufficio-officeshell-bio_452270